it-swimming pool experiencies

19.07.2019

Someone complained that the Aqualander did not push as much as a fin. Of course, they are not fins. But try to walk on the edge of a pool with fins or to swim with other sea shoes, well then we'll talk about it.

The first time in the pool was a prototype built by gluing rubber and foam pieces over a commercial canvas shoe.
Then I brought a prototype in a pool of Gallarate, near Milan, where some athletes of the national team trained and Alessandro Calvi, who was one of the four of the Olympic freestyle relay, proved it, so not just anyone but a real athlete.
Impressive to see how strong the athletes are from the edge of the pool, you almost have to run to keep their speed.
I have never had problems using the shoes in the pool, except once at the Solari in Milan where a lifeguard told me that the shoes were not allowed. Isolated case.
Many people have tried the first prototypes and all have been struck by the improvement of the thrust compared to the barefoot and the better fluency.
Then someone complained that they were not pushing like a fin.
Thanks a lot, they are not fins, they are protective shoes that thanks to an aerodynamic appendage (sorry "hydrodynamics" that is the same thing) avoid the feeling of having a ball and chain on the feet that give all the normal sea shoes that only serve to walk but then prevent to swim well.
In a few years we will ask ourselves why sea shoes are not all Aqualander.

La prima volta in piscina è stata con un prototipo costruito incollando pezzi di gomma e di schiuma sopra una scarpetta commerciale in tela.
Poi ho portato un protoipo in una piscina di Gallarate dove si allenavano alcuni atleti della nazionale e le ha provate Alessandro Calvi che era uno dei quattro della staffetta stile libero olimpica, quindi non uno qualunque ma un vero atleta.
Impressionante vedere quanto vanno forte gli atleti da bordo vasca, bisogna quasi correre per tenere la loro velocità.
Non ho mai avuto problemi ad usare le scarpette in piscina, tranne una volta alla Solari di Milano dove un bagnino mi ha detto che le scarpette non erano ammesse. Caso isolato. Molte persone hanno provato i primi prototipi e tutte sono rimaste colpite dal miglioramento della spinta rispetto al piede nudo e dalla migliore scorrevolezza. Poi qualcuno si è lamentato che non spingevano come una pinna. Grazie tante, non sono pinne, sono scarpette protettive che grazie ad una appendice aerodinamica, cioè idrodinamica che è la stessa cosa, evitano la sensazione di avere due palle ai piedi che danno tutte le normali scarpette da mare che servono solo a camminare ma poi impediscono di nuotare bene.
Tra qualche anno ci si chiederà perchè le scarpe da mare non siano tutte Aqualander.